Favole giocose per “bambini”

Il canto del galletto

Stamattina ancora sonnecchia… si è scordato di fare il suo lavoro… ancora non canta… gioco d’anticipo…

Quando eravamo in mezzo ai profumi di prato e dicevi di guardare in alto… arriva da sopra… arriva di sotto… da mattina… da sera… troppo vento… Si deve calmare… guarda quando quella nuvola è sopra di noi piove… e iniziava a gocciolare, a volte grandinava e poi… tornava il sereno… e tutto era da riprendere e rifare… senza fiatare… senza una lamentela… la pioggia è preziosa… “Vale miliardi…” ma non nel senso che pensavo…

Tutte le estati in mezzo ai campi a togliere le malerbe, sistemare qui e sistemare la… un pezzo di legno qui… due metri di rete la… due chiodi la… erano queste le tue ferie tanto desiderate… curare quello che ci è stato dato…

Togliere i sassi dal terreno o togliere le malerbe dal frumento o dal mais era un atto dovuto… di dedizione e di passione, era la natura che ce lo chiedeva non c’era bisogno di pensare a lungo… Era lei stessa che ce lo chiedeva e ce lo manifestava… l’empatia con la natura neanche sapevamo che esistesse… bastava metterla in pratica… Io non capivo… Troppa TV…

Prima ancora di tante chiacchiere (direi… diventate odiose, che solo degli attoroni da quattro soldi sanno dire e recitare) già era chiaro a coloro che vivevano empaticamente con la natura quale fosse la loro missione.

TUTTO QUELLO CHE È STATO RICEVUTO non è destinato al lucro ma va semplicemente curato e preservato per chi ci seguirà… chiunque sia… trovare un percorso condiviso e in armonia con la terra e i suoi abitanti è l’unica nostra missione…

Diversificare e conservare garantiva un minimo di sussistenza… poi sono arrivati loro… e si è monetizzato tutto con l’obiettivo di fare business… senza cura dei metodi, senza alcun rispetto… e senza cura della nostra terra si è passati ad una impronta ambientale impressionante… quando si mangia un piatto di pasta o di riso o un petto di pollo si consuma un pezzettino di suolo per alcuni mesi… e tanti pezzettini fanno la terra intera… e quando non è più a disposizione qualcuno rimane senza riso, senza pasta e senza pollo…

Quando anche solo uno/una rimane senza nulla abbiamo fallito, il dito va puntato su chi fa finta di non vedere, spreca risorse, denaro e energia imponendo il proprio pensiero unico spregiudicato… le solite puttanate che portano a disastri… la coscienza non esiste, se la ridono…

Peccato però che sono accerchiato da mezzi cadaveri sulla sessantina che dopo aver fatto disastri ovunque (sociali, economici, ambientali) sono alla ricerca di una vita più autentica e più umana… a contatto con l’essenziale… a volte pagano pure… semplicemente vergognosi e imperdonabili… dopo aver bistrattato per decenni colleghi, vicini di casa, conoscenti, la natura, l’ambiente… umiliando, danneggiando, barando e causando danni e disastri irreparabili… colpevoli di aver annullato la vita di molti… si sentono fuori posto… oddio… pensano di mettere un toppino alla propria coscienza cercando una vita più genuina e… più terra terra…

Non potranno mai ripagare i danni arrecati, le umiliazioni inflitte, le inutili torture messe in atto nei confronti di poveri cristi che non hanno avuto mai voce… ridicolizzati con malizia…

Queste losche persone vanno semplicemente inertizzate…

Alessandro Leghi
17 luglio 2025